28 gennaio 2006

cronache di vagabondaggio

chi è senza peccato scagli la prima pietra.
preparatevi alla più grossa scarica di meteoriti mai visti allora.
che due paia di coglioni.
mi andrebbe di bere fino a perdere i sensi.

non è chiedervi troppo chiedervi se.
non è offesa sperare che voi.
non sciocco illudersi di.

ma dai...chè alla fine son tutte manchiate.(anonimo torinese)
son tutte storie che han nessun nome.(nonna giusta)

gli ho fatto una proposta che non poteva rifiutare.(don vito corleone)

22 gennaio 2006

caleidoscopica strega.

caleidoscopicovisivo.
mani che sfregano il viso.
ossessivo.contiunuo a stropicciare gli occhi.
bombardamento sonoro e tattile.
mi hanno bruciato i polpastrelli rubandomi un senso.
mi hanno bruciato i polpastrelli rubandomi l'identità.
poco ci ho perso in tutti e due i casi.
interpreta. e verrai pagato.
niente è fine a sè stesso.
nemmeno la golosità del gioire.
caleidoscopica strega contemporanea.
stregone camuffato da pizzi e parrucche.
hai rimmel sbavato sudato.
spirale.sospiri.vagiti.
ricuci attenzione con maestria imparata sui libri.
sei come una star.
dispensi moine,raccogli attenzioni nel sacco di tela.
segatura tattile.
dancing in the moonlight.
artificiale,tutto qui è spudoratamente artefato.
chimico alchemico.
diamine demone.
regalatemi familiarità solo per un respiro.
l'inquinamento non è solo ambientale.
sorrisi a metà.
metà.
le lenzuola hanno perso calore.
che sarà mai?!
qualcosa di spudoratamente ambizioso.
grigi automi di d.a.s.
ho voglia di creta malleabile che assorba.

ed avrebbe dato qualunque cosa per un elisir di lunga vita.

18 gennaio 2006

fuggevole turchese

w zapatero

ho scoperto le contaminazioni.
impercettibili frequenze mentali sfasate che offrono i gesti sotto mentite spoglie.
ho scoperto una dichiarazioni d'amore.
che voleva essere tale,ma che s'è camuffata egregiamente.
che è stata acdcolta come tale da qualche tale.
uterino appagante far finta di dimenticarne il nome.

e intanto si sposa.

la sposa
Interlocutori poco informati dei fatti hanno sete di particolari degni di nota.
Che mi premurerò di concedere come biglietti gratuiti.
Come moniti imprescindibili.)
(Mi piace particolarmente l’ambiente saturo di fumo e lucine intermittenti che amano spegnersi senza preavviso e regalare un briciolo appena d’ignoto.)
Il buio ama non avere contorni.
Il buio pilotato ama particolarmente ricamare atmosfere ambigue dai contorni delittuosi.
Delittuoso sarebbe stato non cogliere con le mani nude un fiore che ha contorni così sinuosi.
Immagina un sequenza di forme prive di luce accecante e musiche di sottofondo.
Immagina una persona.
Che ama giocare con trucchi e costumi per ambientarsi in epoche così slegate tra loro.
Immagina la mia figura che troppo spesso si ripara dietro a stelo sottili ed ama sbirciare il fascino dal buco di una serratura chiusa rigorosamente a chiave per non essere investita dalla bellezza.
Immagina.
La parola bellezza.
Foglie che cadono. Lei, come una luce troppo intensa. E mi riscopro abbagliata. Disarmata davanti ad involucri netti. Ecco la bellezza. Perché può capitare di essere rapiti. Deve capitare. Smarrire la via. Accecati dal sole vagare disarmati. In preda ad allucinazioni poderose. Questa è la bellezza.
Bellezza. Come acqua dal sapore troppo selvatico. Come un personalissimo linguaggio che esaudisce ogni definizione che è soltanto sensazione. La bellezza che ama lasciare un vuoto assoluto nel verbo e la necessità odiata di rimanere in silenzio per paura di sporcare. Per paura di non trovare nemmeno un suono verosimile per esplicare. La bellezza come una condanna silenziosa poiché non è tangibile, a lei non è concesso ambire, a lei non si può giungere, ma soltanto esserne investiti.
Ecco.
La bellezza ama posarsi sul suo viso e come pennellate delicate guidarlo in espressioni che incantano.
Brama e tormento.
Solo silenzio ora, perché amo particolarmente divagare e ricostruire minuziosamente l’ambiente che la racchiude.
Parlavo di lei.
Racchiusa in un vestito da sposa priva di consorte al seguito.
Di lei che non tende inesorabilmente verso fedeli prigionie.
Di lei che non lancia bouquet perché è già fiore appassito.
Lei ama guidarmi in giochi che non conosco ed osservare puntigliosamente ogni regola non scritta.
Ama regalare a me complicità impolverate.
Amo osservare il particolare dipinto su cartoncino scuro di memoria: un dito racchiuso nella mia mano.
E smussa ogni angolo per tendere languidamente verso una dolcezza che non la distingue. Che profuma d’eccezione.
Ama immergersi dentro liquidi alcolici ed ammorbidirsi bambina in giochi che profumano di lussurioso crimine.
Ambisce e rapisce le mie labbra. Ambisce, e custodisce, ma non osa appoggiare le mani al mio viso per racchiudere e bloccare.
E allora il coraggio raccontatomi mi sovviene e blocco guance e zigomi in delicata presa. Un casto contatto che non ha pressione, ma esistenza.
Amo slegarmi da gesti che non hanno ordinario e sorridere custodendo sapori elargiti.
Amo slegarmi da gesti che non hanno ordinario senza cadere in romantici congedi.
Amo continuare ad osservarla nei suoi rapidi intenti incompiuti e notare come un contatto fugace possa aver cambiato la sua posizione.
Mi lascio affascinare dall’ambientazione costruita che da tempo la custodisce.
Amo abbandonarla nella notte di nuovo senza congedi sdolcinati.
Senza cadere in cliché confezionati.
Amo ricalcare. Minuziosamente ricalcare ogni movimento di una figura che ha così poco nitido contorno. Amo sorridere di una complicità data in dono. E ricevuta.
Amo sapere che tutto ciò non è ordinario costruito, ma intesa poderosa che si rincorre tra le attese.
Amo saperla immobile ed immutata nel ricordo ermetico scandito da inizio e fine.
Amo ritrovarla, sempre uguale, in fascinoso vestito da sposa.
Amo perdere le mani nelle mie tasche e sorprendere senza preavviso, ancora e comunque, un assaggio sempre verde della sua bellezza.


contaminato voluto.
cercato.
adesso i fiori sono proprio appassiti.

15 gennaio 2006

x y z

una macchina ha il suo volume.
ovvero:la tridimensionalità della sostanza.
la macchina vive un'altra dimensione.
il tempo.
ovvero. spazio diviso velocità.
ovvero.
una realtà in movimento.
poi ci sono gli edifici,che in realtà sono beni immobili.
ma anche un edificio ha il suo movimento: che intercorre tra il primo mattone e l'ultima tegola.
poi pensiamo ai parcheggi.
che in tempo di olimpiadi saranno che l'acqua nel deserto.
zoom fino al caso in esame:
un impiegato esce di casa alle sette del mattino e libera un posto auto.
nello stesso istante lo sballone di turno fa ritorno alla propria dimora e trova parcheggio proprio sotto casa.
alle sette di sera lo sballone di turno esce a far aperitvo lasciando il famoso posto vuoto,
nello stesso istante l'impiegato tornerà a casa felice e parcheggiato.
lo sballone:impiegato=auto:parcheggio


una conversazione con linus.

x y z

14 gennaio 2006

semplice spirito di contraddizione

oggi sa di colla.
il caffè in torrefazione sapeva di colla.
le prospettive della serata sanno di colla.
quello che potrei fare e quello che non farò sa di colla.
incolla.
vedi blu e ti senti fragile.
ora sgomma.
sgomma per scavalcare la forza esercitata dalla colla.
dalle feste private si sente un oboe suonare.
ingoia il rospo.
ma a che pro?
ma oggi mandere tutti quanti a farsi egregiamente fottere.
nessuno escluso.
solo uterino giovanile molto presto nel mattino?
ma chi se ne frega?!
ecco,mi concedo un quarto d'ora di sentimento machissenefrega.
ma perchè poi?

semplice spirito di contraddizione.
non ho motivazioni più nobili.

con amore le sue parole

13 gennaio 2006

ROTTEN APPLES

ZIG ZAG emotivo ed ultra-suono.
suono.
la sviolintata alla decenza e alla fedeltà.
se necessiti di fiducia compra un hi-fi.
non stare a smaronare oltre.
smaronare che và a braccetto con ravanare.
e tutte le parole che finiscono con are.
ere.
ire.
logorrea!
hiea!

a.e mica era bello,ma aveva certi occhi verdi...
b.come i miei...!
a.ma tu ha gli occhi neri.
b.sì,ma quando faccio l'amore mi diventano verdi...
a.mh,mi sa che oggi ti rimangono neri!
b.e vuoi lasciarmi così,con un occhio nero e un occhio verde?!mi prenderanno per un gatto siberiano...

dicevamo.
dicevo,anzi,che in verità ho poco da dire questa notte.
e lo lascio dire ad altri.

sono belle le cose,
belli i contornidegli occhie i contorni del rossogli accenti sulle a, lacrime di pagliacci
le ciglia delle dive le bolle di sapone,
il cerchio del mondo è bello
l'ossigeno delle stelle
e la poesia dei ritorni,di emigranti e isole,cercando l'invisibile: l'appartenenza
è bello il fuocoe il sonno
e il buio petulante gola dei fantasmi
e il brodo primordiale padre nostro


che cola in questi nomi.


10 gennaio 2006

vi presento b

...dal diario di un vecchio ubriacone...
DIALOGHI E SITAZIONI

a. stai flirtando con me?
b.ma va?non pensavo che oltre ad essere carina fossi anche intelligente!
_____________________________________________

il trittico.
b.questa mattina non ho voglia di cazzi.
a.ma non ne hai mai avuta?!
b.già.
_________________________________

b.ho deciso che mi stanno sul cazzo:
gli arrampicatori sociali,le persone senza spina dorsale,quelli che cambiano ideali per conflitto d'interessi,gli opportunisti,gli egoisti,quelli che ricevono senza dire no pur sapendo di non voler dare,gli stronzi che ragionano come i dodicenni,i dodicenni,i capricci,i riffiani,gli stronzi che fanno i ruffiani,gli stronzi.
a. e poi?
b.non fai parte di nessuna di queste categorie?
a.no.
b.peccato.

b.io conosco persone che dentro di se portano ognuna di queste categorie:i camaleonti!ho un fottuto amico camaleonte!
__________
a.ma cos'avrò mai sbagliato?!
__________________
e dopo il tre di cuori.......
il due di picche più divertente del secolo!!!!
________________
b.mi stavo dimenticando:gli stronzi privi di genio.e...gli stronzi privi di genio!

7 gennaio 2006

un contatore può essere un discorso molto difficile

ubriachezza giovanile molto presto nel mattino.

e i postumi diventano sempre più montagne da scalare.
posto un post sui postumi.
compagno di sbronze.
compagno di niente.
si vede lontano un miglio che quella cravatta non è finita sopra la maglietta per caso.
che cosa credi?
credo.
credo che i segreti siano escamotage.
credo di non saper scrivere la parola escamotage.
oggi è troppo presto.
dalle dieci all'una,dormiveglia intervallato da una sveglia che suona ogni mezz'ora.
cos'hai elisa?
credo di avere molto mal di stomaco.
un quarto di balla.
la testa mi esplode e non ho voglia di dover utilizzare buona educazione/maniere.
non esiste.
non ho voglia di sopportare.
ma dove c'è scritto?
ma dai...ma prendiamoci bene!
come scusa?
pigliati beneeeeeee!
17:32 minuti primi.
novalgina senza ghiaccio prego!
alla goccia?
alla goccia!

con amore.elsi

5 gennaio 2006

rape me.
rape me my friend.

15 allucinati minuti di ossigeno puro.

intanto.
e se fossero calsoli quel piombo fermato?
intanto.
la parola orzaiolo è stata scritta sul mio occhio sinistro.
intanto.
domani sarà la befana:un pazzo colui che bestemmia.(festeggia)
intanto.
osteria del gallo d'oro. ....vai frank!
intanto.
la serietà è bandita per il prossimo quarto d'ora.
intanto.
sandrucci s'è messa in testa di far la cuoca e tra tinozzze e fornelli..alla volè!:panna cotta!
intanto.
nel paese dei ciechi anche un orbo è un re!
intanto
intanto.
intanto.
gorg fedele compagno di bagordi ha vomitato sul tavolo.
intanto.
elsa fedele compagna di bagordi ha vomitato nel cesso.

il processo di repressione dei significati,nell'ambito della dialettica doppia ed ambigua,dipende dalla stimolazione ultima.la seconda arriva tardi e perde.
ovvero:

pesca : famosissimo frutto pre-estivo.
ma anche sport comunissimo.

seno : famosissima parte del corpo femminile.
ma anche elemento di trigonometria.

molle : famosissimo aggettivo.
ma anche elementi metallici che fanno su e giù adeguatamente stimolati.

mille: agettivo qualificativo da applicarsi soltanto in frasi in cui compare la parola rosa,verde e blu.
ma anche:ma anche proprio un cazzo,mille è solo un aggettivo qualificativo.

chi si ferma è perduto.
chi non si ferma avrà parecchia sete.
se mi rilasso collasso.

parlavo di soppressione.viene soppresso uno dei due significato che è stato utilizzato dalla nostra/vostra testolina vagante da minor tempo.
ho utilizzato la parola mille troppe volte come un aggettivo,ormai il fatto che sia un numero è caduto in prescrizione.
aldo,ti stupirò con effetti speciali.
e cracovia salta,ma solo per ora.

la leggenda della sabbia

oggi mi sento di vetro.
cammino per andare in stazione e la gente mi guarda come fossi di vetro.
mia madre al telefono mi parla come fossi di vetro.
sarei dovuta rimanere sotto le coperte.
giorni interi.
e ho voglia di partire.
l'uomo di latta.
lo spaventa passeri.
il leone che non aveva un cuore.

l'uomo di vetro.
esisteva davvero oppure è solo invenzione?
l'uomo di vetro.

la sensazione di metallo nello stomaco permane.
mi avevi detto di impedire che si depositasse.
non ho fatto in tempo.
digerire piombato.
vetro soffitao fragilissimo.

3 gennaio 2006

poison hotride

ma che diamine è stato partorito senza dolore.
venuto alla luce dal nulla di un grembo di cotone.
ma che diamine la sua imprecazione.
il brillio.
se fotografi il cielo di notte il flash illumina la neve che cade.
lo scontro tra elementi.
la luce artificiale e l'acqua sotto stato.solido alterato e impressionato.
l'ho già detto e lo ripeto.
ma che cosa poi?!
HO VOGLIA DI PARTIRE.
pochi giorni di spine e telefoni staccati non sono bastati.
voglio essere eremita da poco e per poco.con la dovuta ricompensa monetaria.
e lasciatemi stare.

scrive:
ho scoperto Black heart procession.
e nevica.
e buon anno.

ho scoperto che se nevica fa meno freddo.
ho scoperto che mi sono sempre piaciuti i lampioni.
familiare quadretto degli anni cinquanta.
quand'ero bambina pensavo d'essere la reincarnazione di qualcosa che nella vita precedente non avevo capito.
può essere.c'è così tanta contraddizione in quel che faccio.
e prima di agire chiedo il permesso all'altra me stessa.
ma quando si fa festa,si festeggia insieme.
sotto i lampini.
amen.