31 marzo 2006
uomo di mondo bum-bum
mi piace pensare che arriverai.e non sarai assolutamente nulla di diverso da altro.non avrai particolari cure, nè valori.anzi,mille volte ti confonderò con altre.e mi confonderai.
artefatto ti sussurrerò SEI TU e non lo sarai.non sarai lei: chè non è mai esistita.
attendo.
che la follia mi colga speranzosa,conclusione della noia.
28 marzo 2006
23 marzo 2006
17 marzo 2006
10 marzo 2006
2 marzo 2006
tra sacro e profano
perchè ogni tanto,che diamine, è giusto farlo.
e chi vuole capire capisca.
e chi ha orecchie per intendere intenda.
mi sfogo senza comunicare il contenuto dello stesso.
perchè tanto.
tanto cosa poi?
si è parlato di sincerità.
la sincerità:alle parole=la genuinità:alle opere.
o no?
mi sembra di sì piùo meno.
ecco.allora credo che sia poi giusto dire e fare quel che nel cervellino passa e vive per naturale nasciata,l'induzione non deve essere assolutamente confusa con l'intuizione.
qui lo dico e lo ripeto.
diamine.
audiovisivoconvulsico:personalissimo slancio dei sensi.
ecco cos'è.
un trittico che non può essere scomposto.
perchè se la fiducia,o meglio,se il libero scambio non è più possibile,allora e meglio sigillare le prole e le idee e le opere nella propria mente.
per vederle intatte.
rimane un piccolo monito.
e qui non trovo torto:
quel che è copiaincollato non ha futuro,perchè non se ne conosce il segreto.
e allora perchè sconsacrare dall'inizio?
ai posteri l'ardua sentenza.
p.S.
colgo l'occasione per salutare la donna movimento per eccellenza.l'unica e insostituibile.colei che sabato sera deteneva lo scettro del potere rossso.colei che....c'è del movimento:
ciao Serenazza la pornomazza!
25 febbraio 2006
ma?!
oggi ho visto il mio babbo contento di me.
catapultata in profumi d'infanzia.
rivalutare.
oggi.
Giusta è infreddolita e stanca.
intatta nella sua genuinità d'altri tempi.
mi apre la porta e sorride scartando cartocci di frutta.
mi è sempre piaciuto vederla toccare i doni della terra.
sorride e diventa piccola piccola;lo fa sempre quando deve chiedere.
non ha mai amato chiedere,questo lo so.
"elisa potresti farmi un favore?
avrei proprio piacere di mangiare
il prosciutto della gastronomia
al fondo della strada."
mi vesto ed esco.
e come un taxy driver calco la scena di un'atmosfera lontana.
il comesso da solo,barba e baffi bianchi.
gentile,non falso e cortese.
come quando venivo da bambina con lei:Giusta mi comprava l'aranciata e dava i soldi allo stesso signore.
faceva i ghiaccioli con lo stampo e lo sciroppo e gli stecchini di legno.
la domenica preparava l'insalata russa e la pasta fatta in casa,Giusta.
metteva il cappello di formaggio alle mie polpettine.
io e il mio babbo si giocava a pallone dopo pranzo.
sentivamo i risultati delle partite dalla radiolina.
oggi profuma d'infanzia.
e quindi lo dico una volta,
oggi tutto si ricrea.
altro si ricuce.
perchè è giusto.
perchè...viva il sentimentalismo che dovrebbe diventare una corrente letteraria.
oggi.sole azzurro e sole giallo.
come rino gaetano.
oggi cielo senza nuvole.
trapunta blu.
oggi domani e dopo domani.
conosco la condizione del tabagista.oggi,domani chissà.
21 febbraio 2006
ARRRRRRRRRRRRRIIIIIIIIIIIIIIAAAAAA
di certo sarebbero un' eiaculazione precoce.
confusione.
c'è odore di amrmellata rancida.
avrei proprio bisogno di una trovata pubblicitaria.
un pubico( ciao frank) PENSIERO.
HO UN DESIDERIO PER ARIAAAAAAAAAAA
niente come lei mi disperde.
e diamine m'è tornato il blocco dello scrittore,per non essendo tale IO.
arrrrrrrrrrrrrrriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiirrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrraaaaaaaaaa.
come aidi ho proprio bisogno delle mie montagne,non posso contiunuare con
questi micro aborticerebrali.
ma che noia!
15 febbraio 2006
8 febbraio 2006
seek and destroy!
1 febbraio 2006
rufus wainwright
|
28 gennaio 2006
cronache di vagabondaggio
preparatevi alla più grossa scarica di meteoriti mai visti allora.
che due paia di coglioni.
mi andrebbe di bere fino a perdere i sensi.
non è chiedervi troppo chiedervi se.
non è offesa sperare che voi.
non sciocco illudersi di.
ma dai...chè alla fine son tutte manchiate.(anonimo torinese)
son tutte storie che han nessun nome.(nonna giusta)
gli ho fatto una proposta che non poteva rifiutare.(don vito corleone)
22 gennaio 2006
caleidoscopica strega.
mani che sfregano il viso.
ossessivo.contiunuo a stropicciare gli occhi.
bombardamento sonoro e tattile.
mi hanno bruciato i polpastrelli rubandomi un senso.
mi hanno bruciato i polpastrelli rubandomi l'identità.
poco ci ho perso in tutti e due i casi.
interpreta. e verrai pagato.
niente è fine a sè stesso.
nemmeno la golosità del gioire.
caleidoscopica strega contemporanea.
stregone camuffato da pizzi e parrucche.
hai rimmel sbavato sudato.
spirale.sospiri.vagiti.
ricuci attenzione con maestria imparata sui libri.
sei come una star.
dispensi moine,raccogli attenzioni nel sacco di tela.
segatura tattile.
dancing in the moonlight.
artificiale,tutto qui è spudoratamente artefato.
chimico alchemico.
diamine demone.
regalatemi familiarità solo per un respiro.
l'inquinamento non è solo ambientale.
sorrisi a metà.
metà.
le lenzuola hanno perso calore.
che sarà mai?!
qualcosa di spudoratamente ambizioso.
grigi automi di d.a.s.
ho voglia di creta malleabile che assorba.
ed avrebbe dato qualunque cosa per un elisir di lunga vita.
18 gennaio 2006
w zapatero
impercettibili frequenze mentali sfasate che offrono i gesti sotto mentite spoglie.
ho scoperto una dichiarazioni d'amore.
che voleva essere tale,ma che s'è camuffata egregiamente.
che è stata acdcolta come tale da qualche tale.
uterino appagante far finta di dimenticarne il nome.
e intanto si sposa.
la sposa
Interlocutori poco informati dei fatti hanno sete di particolari degni di nota.
Che mi premurerò di concedere come biglietti gratuiti.
Come moniti imprescindibili.)
(Mi piace particolarmente l’ambiente saturo di fumo e lucine intermittenti che amano spegnersi senza preavviso e regalare un briciolo appena d’ignoto.)
Il buio ama non avere contorni.
Il buio pilotato ama particolarmente ricamare atmosfere ambigue dai contorni delittuosi.
Delittuoso sarebbe stato non cogliere con le mani nude un fiore che ha contorni così sinuosi.
Immagina un sequenza di forme prive di luce accecante e musiche di sottofondo.
Immagina una persona.
Che ama giocare con trucchi e costumi per ambientarsi in epoche così slegate tra loro.
Immagina la mia figura che troppo spesso si ripara dietro a stelo sottili ed ama sbirciare il fascino dal buco di una serratura chiusa rigorosamente a chiave per non essere investita dalla bellezza.
Immagina.
La parola bellezza.
Foglie che cadono. Lei, come una luce troppo intensa. E mi riscopro abbagliata. Disarmata davanti ad involucri netti. Ecco la bellezza. Perché può capitare di essere rapiti. Deve capitare. Smarrire la via. Accecati dal sole vagare disarmati. In preda ad allucinazioni poderose. Questa è la bellezza.
Bellezza. Come acqua dal sapore troppo selvatico. Come un personalissimo linguaggio che esaudisce ogni definizione che è soltanto sensazione. La bellezza che ama lasciare un vuoto assoluto nel verbo e la necessità odiata di rimanere in silenzio per paura di sporcare. Per paura di non trovare nemmeno un suono verosimile per esplicare. La bellezza come una condanna silenziosa poiché non è tangibile, a lei non è concesso ambire, a lei non si può giungere, ma soltanto esserne investiti.
Ecco.
La bellezza ama posarsi sul suo viso e come pennellate delicate guidarlo in espressioni che incantano.
Brama e tormento.
Solo silenzio ora, perché amo particolarmente divagare e ricostruire minuziosamente l’ambiente che la racchiude.
Parlavo di lei.
Racchiusa in un vestito da sposa priva di consorte al seguito.
Di lei che non tende inesorabilmente verso fedeli prigionie.
Di lei che non lancia bouquet perché è già fiore appassito.
Lei ama guidarmi in giochi che non conosco ed osservare puntigliosamente ogni regola non scritta.
Ama regalare a me complicità impolverate.
Amo osservare il particolare dipinto su cartoncino scuro di memoria: un dito racchiuso nella mia mano.
E smussa ogni angolo per tendere languidamente verso una dolcezza che non la distingue. Che profuma d’eccezione.
Ama immergersi dentro liquidi alcolici ed ammorbidirsi bambina in giochi che profumano di lussurioso crimine.
Ambisce e rapisce le mie labbra. Ambisce, e custodisce, ma non osa appoggiare le mani al mio viso per racchiudere e bloccare.
E allora il coraggio raccontatomi mi sovviene e blocco guance e zigomi in delicata presa. Un casto contatto che non ha pressione, ma esistenza.
Amo slegarmi da gesti che non hanno ordinario e sorridere custodendo sapori elargiti.
Amo slegarmi da gesti che non hanno ordinario senza cadere in romantici congedi.
Amo continuare ad osservarla nei suoi rapidi intenti incompiuti e notare come un contatto fugace possa aver cambiato la sua posizione.
Mi lascio affascinare dall’ambientazione costruita che da tempo la custodisce.
Amo abbandonarla nella notte di nuovo senza congedi sdolcinati.
Senza cadere in cliché confezionati.
Amo ricalcare. Minuziosamente ricalcare ogni movimento di una figura che ha così poco nitido contorno. Amo sorridere di una complicità data in dono. E ricevuta.
Amo sapere che tutto ciò non è ordinario costruito, ma intesa poderosa che si rincorre tra le attese.
Amo saperla immobile ed immutata nel ricordo ermetico scandito da inizio e fine.
Amo ritrovarla, sempre uguale, in fascinoso vestito da sposa.
Amo perdere le mani nelle mie tasche e sorprendere senza preavviso, ancora e comunque, un assaggio sempre verde della sua bellezza.
contaminato voluto.
cercato.
adesso i fiori sono proprio appassiti.
15 gennaio 2006
x y z
ovvero:la tridimensionalità della sostanza.
la macchina vive un'altra dimensione.
il tempo.
ovvero. spazio diviso velocità.
ovvero.
una realtà in movimento.
poi ci sono gli edifici,che in realtà sono beni immobili.
ma anche un edificio ha il suo movimento: che intercorre tra il primo mattone e l'ultima tegola.
poi pensiamo ai parcheggi.
che in tempo di olimpiadi saranno che l'acqua nel deserto.
zoom fino al caso in esame:
un impiegato esce di casa alle sette del mattino e libera un posto auto.
nello stesso istante lo sballone di turno fa ritorno alla propria dimora e trova parcheggio proprio sotto casa.
alle sette di sera lo sballone di turno esce a far aperitvo lasciando il famoso posto vuoto,
nello stesso istante l'impiegato tornerà a casa felice e parcheggiato.
lo sballone:impiegato=auto:parcheggio
una conversazione con linus.
14 gennaio 2006
semplice spirito di contraddizione
il caffè in torrefazione sapeva di colla.
le prospettive della serata sanno di colla.
quello che potrei fare e quello che non farò sa di colla.
incolla.
vedi blu e ti senti fragile.
ora sgomma.
sgomma per scavalcare la forza esercitata dalla colla.
dalle feste private si sente un oboe suonare.
ingoia il rospo.
ma a che pro?
ma oggi mandere tutti quanti a farsi egregiamente fottere.
nessuno escluso.
solo uterino giovanile molto presto nel mattino?
ma chi se ne frega?!
ecco,mi concedo un quarto d'ora di sentimento machissenefrega.
ma perchè poi?
semplice spirito di contraddizione.
non ho motivazioni più nobili.





